La prima volta che ha sentito parlare di centri sociali era il 1993. Aveva 14 anni e alla tv passavano la pubblicità di un album musicale di un gruppo napoletano, “Curre curre guagliò” dei 99 Posse.
Poi ci sono state le manifestazioni, le occupazioni a scuola, i concerti, le assemblee. Da allora sono passati 20 anni, ma Claudio Calia, fumettista di Treviso, da quel “mondo” non s’è più allontanato.
Anzi, “ci sono cresciuto dentro e ancora oggi partecipo quando e come posso”, racconta. Alcune delle esperienze che ha conosciuto e attraversato in questi anni sono raccontate in “Piccolo atlante storico geografico dei centri sociali italiani” (Becco Giallo), un viaggio a fumetti attraverso gli spazi autogestiti italiani in cui le decisioni si prendono “velocemente” ma “sempre insieme” e che qualcuno chiama con un termine strano, “famiglia”.
L’autore invita il lettore a seguirlo in un viaggio attraverso cui capire che “anche gli spaccavetrine hanno un cuore”. Spesso si accostano i centri sociali alle occupazioni, mentre secondo la tesi riportata nel testo la parola chiave per riconoscerli è un’altra “autogestione”.
“L’autogestione costringe a fare delle scelte, spiega l’autore , spesso velocemente e sempre insieme. E già acquisire consapevolezza che ‘nessuno è un’isola’ e che il successo o la sconfitta dipendono dalla nostra capacità di cooperare, aiuta a vedere il mondo con occhi diversi dal solito”.
È cambiata la vocazione dei centri sociali “da quella prevalentemente culturale e giovanile degli anni Novanta, oggi in tempo di migrazioni di massa e crisi economica, è più indirizzata verso l’organizzazione di servizi “dal basso”: dalle scuole di italiano per migranti alle palestre popolari, dagli sportelli di lotta per la casa alle mense a poco prezzo”. Inoltre i centri sociali rimangono uno spazio importante per la diffusione di cultura nel nostro paese, spazi in cui avvengono presentazioni di libri, spettacoli di teatro, concerti, mostre.
“In questi spazi ho stretto i rapporti più solidi della mia vita, dichiara Calia, sono la mia comunità”. L’’idea del libro nasce dal desiderio dell’autore di “dare voce” ai centri sociali, ospitandoli in uno spazio diverso dal solito dove parlare di sé agli altri, dove raccontarsi.
Tutto nasce poi da spunti più formali che di contenuto, dall’idea di una “mappa a fumetti” che solo dopo è diventata una “mappa dei centri sociali a fumetti”.
Dettagli Libro
Autore
Claudio Calia
- EditoreBecco Giallo
- CollanaQuartieri
- Edizione1ª edizione
- Anno2014
- Pagine157
- ISBN978-88-97555-82
- LinguaItaliano
- Copie1




