Che cosa pensano gli ergastolani ostativi? E che cosa chiedono? È giusto essere condannati per sempre? A 20 anni di distanza dall’inasprimento delle leggi per combattere la criminalità organizzata, un libro pone alcuni interrogativi sul senso della pena. È “Urla a bassa voce” di Francesca De Carolis.
Un libro importante, “necessario” come lo definisce Don Luigi Ciotti nella prefazione, perché “ci costringe ad aprire gli occhi di fronte a una realtà che non ci piace”. Questo libro raccoglie le testimonianze di 36 ergastolani ostativi, quasi tutti passati per il 41bis, sparsi in tutte le carceri italiane nei circuiti Asi (Alta sicurezza).
Per loro, dopo le leggi emergenziali in vigore a partire dagli anni Novanta, scatta quello che viene chiamato “ergastolo ostativo”. Non essendo collaboratori di giustizia, la loro situazione ‘osta’ a che, anche dopo 30 anni di carcere, possano ottenere i benefici previsti dalla legge.
In pratica, non usciranno mai dal carcere.
Nel libro gli ergastolani aprono uno squarcio su un mondo complesso e contraddittorio: perché, almeno in teoria, per chiunque è ammessa la redenzione e per loro no?
Dettagli Libro
Autore
a cura di Francesca De Carolis
- SottotitoloDal buio del 41 Bis e del fine pena mai
- EditoreStampa Alternativa
- CollanaEretica speciale
- Edizione1ª edizione
- Anno2012
- Pagine192
- ISBN9788862222976
- LinguaItaliano
- Copie2

URLA A BASSA VOCE
Copertina mancante.



