Mattarella promulga la legge per la “Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid”

“L’Italia, colpita duramente dall’emergenza sanitaria, ha dimostrato ancora una volta spirito di democrazia, di unità e di coesione”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione del 160° anniversario dell’Unità d’Italia, la ‘Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera’. Presidente Mattarella […]

this.image.title
mattarella promulga la legge per la “giornata nazionale in memoria delle vittime del covid”

“L’Italia, colpita duramente dall’emergenza sanitaria, ha dimostrato ancora una volta spirito di democrazia, di unità e di coesione”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione del 160° anniversario dell’Unità d’Italia, la ‘Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera’. Presidente Mattarella che questa mattina  ha promulgato la legge approvata ieri dal Parlamento che istituisce la “Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime dell’epidemia da coronavirus” che verrà celebrata il 18 marzo di ogni anno. Un’occasione per ricordare il dramma vissuto da migliaia di famiglie e per fare il punto sull’impatto che la pandemia ha avuto nelle nostre vite, specialmente in quelle delle persone più fragili come ha sottolineato il presidente nazionale di FederAnziani, Roberto Messina.

“Nel distanziamento imposto dalle misure di contenimento della pandemia ci siamo ritrovati più vicini e consapevoli di appartenere a una comunità capace di risollevarsi dalle avversità e di rinnovarsi” –  ha spiegato Messina. “A un anno di distanza dall’inizio della pandemia, con 103 mila vittime, di cui quasi un terzo (28.842) solo dall’inizio di quest’anno, con una media di 331 morti al giorno nel mese di marzo, l’Italia quasi completamente in zona rossa e una campagna vaccinale che procede a singhiozzo, la sensazione è che poco o nulla si sia riusciti a fare fin qui per mettere in sicurezza quella fascia di popolazione, gli over 80 e i fragili, che sono i soggetti più a rischio per il Covid”. Il presidente nazionale di Senior Italia FederAnziani conclude: “Dalla nostra manifestazione del nove marzo scorso dedicata alle centomila vittime del Covid, il numero dei morti è aumentato di quasi altre tremila unità. Quasi tremila morti in otto giorni, come sempre anziani, nonostante le rassicurazioni ricevute da diversi esponenti delle istituzioni sul tanto atteso ‘cambio di passo”.

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

RACCONTARE DIO – Per essere parte attiva del creato

Un percorso di vita all’insegna della ricerca di Dio e dell’impegno a esserne testimone: questo, in sintesi, il testo autobiografico scritto da don Vinicio Albanesi con l’obiettivo di restituire al lettore esperienze di fede vissuta. “La cosa migliore per accompagnare la crescita di fede è raccontare Dio” scrive l’autore, presidente della Comunità di Capodarco, parroco dell’Abbazia di San Marco alle Paludi, in provincia di Fermo. “Si ha così la possibilità di conoscerlo e di amarlo. Fermarsi alle pratiche è deleterio e fuorviante. Il Dio cristiano, tramite Gesù, ha molte cose da suggerire e da proporre”. Una visione diversa, un esercizio di fede continuo che si esplicita nella quotidianità, nel rapporto con gli altri e, soprattutto, con i più fragili. Una fede non scevra da dubbi e incertezze, capace però di donare serenità e la consapevolezza di aver finalmente incontrato Dio.

Articolo

FRAMMENTI DI SOLITUDINE. Storie e pensieri di figli della Comunità di Capodarco

Cosa significa essere “figli” della Comunità di Capodarco, e cosa comporta crescere in un ambiente come quello? Dallʼinfanzia trascorsa allʼinterno di Capodarco alla vita adulta votata ad aiutare gli altri, anche in Paesi esteri come Tanzania e Albania, Riccardo Sollini analizza quanto e con quale entità la vita di comunità abbia influito sulla sua crescita e sulla sua realizzazione come uomo e come essere umano. Una riflessione toccante e intima che, avvalendosi anche delle preziose testimonianze di altri “figli”, analizza senza banalizzarla unʼesperienza che in lui, quanto negli altri, ha acceso luci ma ha anche lasciato altrettante ombre.

Articolo

QUESTA TERRA E’ ANCHE MIA. Agricoltura Capodarco: storie di lavoro e solidarietà

Era il 1978 quando Milly Luksa e Memmo Mezzani, coppia di disabili miodistrofici ospiti della Comunità di Capodarco di Roma – guidata da don Franco Monterubbianesi – scelsero di trasferirsi in campagna, sui Castelli romani, per dare vita a una nuova casafamiglia dedita alle attività dell’agricoltura, dell’orto, della cura degli animali. Arrivarono a Grottaferrata insieme a un gruppo di obiettori di coscienza che impararono a coltivare la terra e si trasformarono in contadini. Il casale spalancò le sue porte per dare accoglienza ad altre persone disabili, fragili, emarginate, senza famiglia, relegate negli istituti di quel tempo. I princìpi di fondo: vita comunitaria autogestita, sostegno reciproco, partecipazione, inserimento lavorativo. Nasceva così, quarant’anni fa, il nucleo originario della cooperativa sociale Agricoltura Capodarco, una delle prime esperienze concrete di agricoltura sociale in Italia…

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.