La Chiesa perderà anche la classe femminile? E’ questo l’interrogativo che come costante sottofondo accompagna J.-M. Aubert, uno dei più noti e autorevoli teologi francesi, in questo libro.
Nella conclusione generale l’Autore, fra l’altro, scrive: “E’ questo antifemminismo latente, questo monosessismo narcisista e maschista, che non osa più dire il suo nome e permea la nostra società, che si deve demitizzare, prendendo coscienza della inanità delle sue motivazioni. A questo prezzo la civiltà potrà divenire più umana, meno unidimensionale, perché veramente bisessuata.
E in questa lotta per la vera liberazione della donna sarà liberato anche l’uomo…
I cristiani, più degli altri, devono essere in prima fila nella lotta; essi conoscono la responsabilità passata del cristianesimo nell’antifemminismo. Per essi non si può trattare unicamente dell’apertura del sacerdozio alle donne… Perché la dove la donna è avvilita, ridotta a oggetto o a strumento a servizio dell’uomo, dove essa è vittima di discriminazione, nel mondo del lavoro o delle responsabilità politiche, il cristiano deve dire a se stesso che là non è annunciato il Vangelo, come non è annunciato in tutte le altre ingiustizie e oppressioni umane”.
Dettagli Libro
Autore
Jean-Marie Aubert
- EditoreCittadella Editrice
- CollanaOrizzonti nuovi
- Edizione1ª
- Anno1976
- Pagine224
- Linguaitaliano
- Copie1

LA DONNA: ANTIFEMMINISMO E CRISTIANESIMO
Copertina mancante.


