UN ETNOLOGO NEL METRÒ
L’autore è un etnologo che questa volta, anziché occuparsi di tribù amazzoniche o africane, applica la sua analisi professionale ad un ambito piuttosto lontano dai tradizionali oggetti dell’etnologia.
Studia la metropolitana parigina ed i suoi “indigeni”. Prova cioè ad applicare alla vita quotidiana di una società europea, cioè a noi stessi, quell’approccio normalmente utilizzato per l’ “altro” culturale.
Ne esce un divertente studio di tutte quelle storie individuali (di individui che passano, a seconda del giorno e dell’ora, dalla vita familiare alla vita professionale, dal lavoro al tempo libero) e collettive che si sfiorano, si sovrappongono, si congiungano in modi e forme che normalmente sfuggono all’occhio reso pigro dalla consuetudine.
Il matto, il mendicante, l’imbarazzo dell’essere insieme, la seduzione della pubblicità… Un’antropologia della vita quotidiana che ci ripropone insieme la soggettività di chi la descrive e l’oggettività del rapporto con l’ “altro”. Perché l’ “altro” non è solo il non parigino o, più in generale, il non-europeo. L’altro è fra di noi. Ognuno di noi è altro per gli altri.
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UN ETNOLOGO NEL METRÒ
Copertina mancante.



