MEGLIO CARCERATI CHE CARCERIERI

    I Refuseniks sono centinaia e centinaia di soldati e riservisti israeliani che hanno rifiutato di prendere parte alla guerra del Libano e alla repressione nei territori occupati della Palestina. Nel testo un campione di circa cinquanta refuseniks israeliani racconta la sua storia.

    La loro è una disobbedienza coraggiosa. Attenti alla voce della propria coscienza, si sono presentati alla convocazione (non hanno bruciato le loro cartoline di arruolamento, né sono fuggiti oltre il confine) ed hanno affrontato gli ufficiali, dichiarando che “non avrebbero partecipato all’attuale sfilata di follia ordinata dai vertici politici militari”.

    La loro sfida si è rivelata col tempo vincente, la crescita del movimento si è intensificata con l’avvio di altri gruppi che rivendicano altre forme di rifiuto e disobbedienza. Ad oggi circa 600 refuseniks hanno scontato periodi di detenzione, quasi 200 durante l’attuale Intifada palestinese.

    Questa è la loro storia. Ognuno di loro racconta le ragioni che lo hanno portato a rompere i ranghi e a disobbedire agli ordini, rischiando il carcere e non solo.

    All’interno del testo, sono inoltre inclusi due saggi che ricostruiscono il contesto storico e politico del movimento, le idee di disobbedienza civile non violenta e le convinzioni che lo animano. Sono riportate anche poesie, dichiarazioni pubbliche, volantini, petizioni ed altro, curati da Yesh Gvul e dai più recenti gruppi di refuseniks.

    Dettagli Libro

    • Autore

      Peretz Kidron (a cura di)

    • EditoreManifestolibri
    • CollanaTempo e democrazia
    • Edizione
    • Anno2003
    • Pagine154
    • ISBN8872853532
    • Linguaitaliano
    • PrefazionePeretz Kidron
    • IntroduzionePeretz Kidron
    • Copie1

    MEGLIO CARCERATI CHE CARCERIERI

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