AIDS. LO SCANDALO DEL VACCINO ITALIANO

“Non credo ora, come non credevo allora, che esista un grammo di logica (né dati) che indichi nella Tat un possibile vaccino”. Lo dichiara Robert Gallo – direttore dell’Institute of Human Virology del Maryland e scopritore nel 1983 del virus dell’Hiv di tipo 1 – nella sua prefazione al libro “Aids – Lo scandalo del vaccino italiano” di Vittorio Agnoletto e Carlo Gnetti.

Il libro pone l’attenzione sulle critiche e sui dubbi dei consessi scientifici internazionali rispetto a quello che, dal 23 ottobre 1998, è stato annunciato, come una scoperta storica, il vaccino “italiano” contro l’Aids. Agnoletto e Gnetti evidenziano il mancato rispetto dei protocolli per la sperimentazione sugli animali; i conflitti di interessi e la poca trasparenza nella concessione dei finanziamenti pubblici, in tutto 60 milioni.

Nel testo, Gallo afferma che la proteina virale Tat – sulla quale si basa il progetto di ricerca attualmente portato avanti dall’Iss (Istituto Superiore di Sanità) – “suscitò qualche interesse come vaccino terapeutico nella prima metà degli anni ’90, ma non dopo il 1995, quando ormai erano disponibili terapie farmacologiche anti-Hiv estremamente efficaci”. Inoltre, lo scienziato sottolinea “il termine corretto dovrebbe essere immunoterapia in modo da evitare confusione con un vero vaccino, che previene l’infezione”.

Dettagli Libro

  • Autore

    Vittorio Agnoletto, Carlo Gnetti – Prefazione di Robert Gallo

  • EditoreFeltrinelli
  • CollanaSerie Bianca
  • Edizione1ª edizione
  • Anno2012
  • Pagine145
  • ISBN9788807172434
  • LinguaItaliano
  • PrefazioneRobert Gallo
  • Copie3
AIDS. LO SCANDALO DEL VACCINO ITALIANO