“Se siamo sinceri lo sappiamo tutti, solo che qualcuno si vergogna a dirlo: la scuola non serve a niente”. L’attacco di Andrea Bajani nel suo libro nasce da alcune frasi pronunciate da una ragazza durante un seminario che l’autore è solito tenere insieme a studenti dai quindici ai diciotto anni in collaborazione con il Salone del libro di Torino.
Una provocazione che vuole mettere in luce lo stato della scuola italiana, in cui l’abbandono scolastico rappresenta il 17,6 per cento, contro una media europea del 12,7 per cento, e la cui spesa pubblica è di gran lunga inferiore rispetto ai paesi dell’Unione, ponendo l’Italia al quintultimo posto, seguita solo da Grecia, Romania, Slovacchia e Bulgaria. Ma anche un modo per capire che la scuola, più che a servire a qualcosa, dovrebbe tornare a essere “terra da coltivare, di cui è urgente e necessario aver cura” per evitare quello sensazione di “separati in casa” che molto spesso caratterizza il rapporto tra insegnanti e studenti.
Il testo raccoglie episodi che l’autore ha vissuto a contatto con professori e ragazzi, le loro paure, insoddisfazioni e speranze con il futuro, i contributi, tra gli altri, di Massimo Recalcati e Marco Lodoli e, in appendice, alcuni numeri sulla scuola e una cronologia delle tante riforme che hanno interessato l’istituzione scolastica dal 1977 ad oggi. Quello che però emerge in maniera preponderante è la necessità di uscire da quest’epoca del “rinuncianesimo” per “ricordarsi del contadino metaforico che coltiva di nascosto dentro l’etimologia della parola cultura e che dentro la scuola dovrebbe trovare terra fertile”.
Dettagli Libro
Autore
Andrea Bajani
- EditoreLaterza
- Collanai Libra
- Edizione1ª edizione
- Anno2014
- Pagine136
- ISBN9788858112359
- LinguaItaliano
- Copie1


