L’incubo di Giuseppe Bliman inizia la mattina del 17 luglio 1940, quando appena 23enne viene trasferito insieme a 1400 profughi su vagoni sigillati e portato in uno dei tanti campi di lavoro disseminati nell’est Europa. Nato a Rador (Varsavia), Bliman era partito nel marzo 1938 come militare polacco per un periodo di diciotto mesi nel reggimento fanteria vicino al fiume Vistola: tutt’intorno vi è un continente in ginocchio, trasformato in un immenso campo di battaglia dalla follia nazista.
Da quel momento trascorre nove anni lontano da tutto, dalla famiglia e dalla propria casa. Curato da Edmondo Coccia, “Diario di un sopravvissuto del ghetto di Varsavia” è uno spaccato di vita sugli anni più drammatici del XX secolo attraverso gli occhi di chi ha perso tutto o quasi, in una vita così tristemente inserita nel dramma dell’Olocausto.
Bliman racconta con estrema lucidità quegli anni che hanno segnato profondamente la sua esistenza. Nella sua prefazione Coccia, cugino di colei che ha condiviso con amore le vicende della vita di Bliman, Teresa Nazio, conosciuta dall’autore nel 1945 e trasferitasi successivamente con lui in Israele, ha voluto raccontare come nasce il libro.
Un anno dopo la morte di Teresa, avvenuta nel 1995, Coccia scrisse da Varsavia una cartolina a Bliman, il quale apprezzò così tanto tale affettuoso omaggio da voler scrivere un resoconto delle vicende che l’avevano costretto a lasciare la sua patria, dove l’intera famiglia era stata vittima della criminale follia dei nazisti. Una preziosa testimonianza d’amore innanzitutto, data ad un mondo che continua ad essere sconvolto da odi razziali e da assurde controversie territoriali.
Dettagli Libro
Autore
Giuseppe Bliman – a cura di Edmondo Coccia
- EditoreIbiskos Editrice Risolo
- Edizione1ª edizione
- Anno2014
- Pagine60
- ISBN978-88-546-1160-3
- LinguaItaliano
- Copie1




