Nelle ultime settimane il Brasile è al centro dell’attenzione mondiale. I media italiani ne stanno parlando soprattutto in termini calcistici, con qualche sparuta e coraggiosa eccezione che ha raccontato il mondo brasiliano spaziando anche su temi diversi come l’immigrazione italiana nel paese, il commercio di droghe, il fenomeno della prostituzione o quello dei paradisi fiscali.
La sensazione è quella di aver perso una buona occasione per addentrarsi e conoscere meglio la complessa e a volte contraddittoria realtà di una nazione che, da diversi anni, si sta preparando ad assumere prepotentemente un ruolo di primo piano nel panorama internazionale, avendo occupato con la propria crescita economica il quinto posto del pianeta. In questo senso l’ultimo libro di Marco Buemi, “Brasile.
Una sfida mondiale”, rappresenta un’ottima occasione per chiunque voglia andare oltre, immergendosi nel racconto di una terra che non coincide più solo con il sogno di evasione per eccellenza, con il richiamo del samba, del futebol, dei colori del carnevale. A emergere in tutte le sue sfaccettature, da quelle più note a quelle più sconosciute, è un’immagine a tutto tondo: storia, politica, economia, musica, gastronomia, paesaggi naturali, architettura e contrasti urbani.
Con un linguaggio semplice e una prosa agile, che contraddistinguono anche i precedenti lavori – Birmania oltre la repressione (2009), Sudafrica in bianco e nero (2010), Diversamente Svezia (2011) – l’autore accompagna anche il lettore meno avvezzo ai libri storici e d’attualità, nel Brasile del passato, del presente e del futuro. Interessante e piacevole diviene ripercorrere le tappe della colonizzazione portoghese di quella terra sconosciuta che venne chiamata “Ilha de Santa Cruz” dal navigatore Pedro Alvares Cabral quando, nell’aprile del 1500, “iniziò a scrivere nuove pagine della storia mondiale”.
Seguire le mire economiche e strategiche del regno del Portogallo, costretto a scontrarsi con le altre potenze europee – Francia, Olanda, Spagna – per garantirsi il dominio su un territorio che aveva inizialmente scambiato per una terra “vuota”, rispetto alla ricca e preziosa India. Viaggiare attraverso le ricchezze naturali, paesaggistiche, minerarie e umane che il Brasile ha offerto fin dalla sua comparsa nelle mappe europee, alimentando la febbre dell’oro, la fioritura dei commerci di zucchero, tabacco e “avorio nero”, così come erano chiamati gli schiavi africani provenienti dalla Guinea e dal Senegal e venduti al mercato di Bahia.
Oppure muoversi all’interno della sua storia politica: dall’indipendenza (1822) alla nascita della Repubblica degli Stati Uniti del Brasile (1888), dai golpe del 1937 e del 1964, che portò a vent’anni di autocrazia militare, fino alla vittoria alle elezioni presidenziali del 2002 del candidato del Partito dei Lavoratori, Luiz Inácio Lula da Silva, acclamato a Brasilia da una folla festosa che piangeva lacrime di gioia per il forte cambiamento che li stava attendendo. E infine, ripensare i nessi e le contraddizioni tra le trasformazioni economiche, il processo di modernizzazione e industrializzazione che investirono la società negli anni cinquanta e la crescita del movimento operaio, spesso contrario alle direttive del governo, le agitazioni sociali per le riforme di base e il grande fermento culturale di quegli anni.
Ma il libro non si limita alla storia di un passato più o meno recente, bensì racconta soprattutto il Brasile di oggi e di domani. Di come sia riuscito ad arrivare tra i primi paesi al mondo nel settore delle energie rinnovabili, tra le quali una menzione particolare spetta alle produzioni di bioetanolo o di eolica.
E di come si distingua anche per brillanti soluzioni ecologiche da applicare nella vita quotidiana, come quella delle biciclette ricavate da bottiglie. Delle correnti architettoniche moderne e delle contraddizioni insite nelle grandi metropoli, dove accanto a ricchi quartieri residenziali si possono trovare realtà popolari degradate o favelas, ancora più povere.
Del cinema e della letteratura che lo hanno reso grande in tutto il pianeta, a partire dalla fama mondiale raggiunta da Paulo Coelho, considerato, insieme ad Amado, uno dei maggiori esponenti contemporanei brasiliani. Ma anche delle sfide future di cui si renderanno protagonisti i Bric, acronimo ideato nel 2001 dall’economista Jim O’Neill, la cui prima lettera spetta proprio al Brasile, seguito da Russia, India e Cina, le potenze emergenti protagoniste di un rapido sviluppo nello stesso periodo in cui l’Occidente ha iniziato il suo declino.
Tutto questo rende il Brasile una terra magica, che da sempre accoglie e insegna alla sua gente, a sua volta, ad accettare le diversità. “Il Brasile – dichiara l’autore – è un territorio straordinariamente variegato non solo per gli habitat naturali che lo caratterizzano, ma anche per la pluralità di culture ed etnie che lo popolano.
Esplorarlo consente letteralmente di “girare un mondo” pur restando nei confini nazionali”.
Dettagli Libro
Autore
Marco Buemi
- EditoreEditori Internazionali Riuniti
- Edizione1ª edizione
- Anno2014
- Pagine172
- ISBN9788835994244
- LinguaItaliano
- Copie1


