Le macerie che il pensiero criminologico ha lasciato dietro di sé, particolarmente evidenti in Italia dove l’eredità del positivismo lombrosiano si è fatta più sentire, e puntualmente perpetuare attraverso i meccanismi istituzionali che guidano – quasi ovunque – la prassi della gestione del controllo sociale, costituiscono l’iniziale bersaglio di un’analisi spietata che gli autori conducono con eccezionale rigore metodologico e ampiezza di riferimenti. Come i tre giovani sociologi britannici affermano, scopo di quest’opera è quello di giungere – attraverso una serie di successive operazioni di denuncia e di rigetto – alla preparazione di un terreno che permetta la formulazione di una teoria che sia in grado di spiegare le forme assunte dal controllo sociale e dalla azione “deviante” nelle società a capitalismo avanzato.
La storia del pensiero “criminologico” viene pertanto ripercorsa puntigliosamente ma il libro non si accontenta di essere una severa rassegna critica della “criminologia”: l’esigenza di collocare le riflessioni che questa disciplina ha informato di sé entro i contesti sociali e politici che l’hanno generata, porta gli autori a cimentare la loro critica con alcune presenze irrinunciabili della sociologia classica. Uno dei punti centrali dell’argomentazione del volume si fa esplicito nel confronto fra Durkheim e Marx.
Infatti, se da un lato Durkheim postula la “necessità” e addirittura la “normalità” del crimine in una società basata sulla divisione forzata del lavoro, dall’altro Marx fornisce un’indicazione precisa delle modalità in cui un contesto economicamente e politicamente strutturato è – lui stesso – generatore di criminalità.
Dettagli Libro
Autore
I. Taylor, P. Walton. J. Young – a cura di: Margherita Ciacci, Mario Simondi
- SottotitoloDevianza o ineguaglianza sociale?
- EditoreGuaraldi
- CollanaIpotesi di cultura
- Edizione1ª
- Anno1975
- Pagine462
- Linguaitaliano
- IntroduzioneMargherita Ciacci
- Copie1

CRIMINOLOGIA SOTTO ACCUSA
Copertina mancante.



