Il lavoro è un problema centrale dei nostri tempi, ma per parlarne bisogna tenere ben presente la sua storia e le sue trasformazioni. “Parlare di lavoro significa parlare dell’uomo e della sua vita: nel bene e nel male, in termini di sfruttamento ma anche di emancipazione, di protagonismo, di progresso.
La storia del lavoro e delle sue condizioni è, infatti, la storia dell’umanità”. Così “E lo chiamano lavoro…” di Carla Ponterio e Rita Sanlorenzo cerca di ripercorrere la storia recente dell’occupazione in Italia, e di conseguenza degli attori sociali ad esso legati.
Le autrici, entrambe giudici del lavoro da diversi anni, partono così da quella che è stata l’evoluzione dell’occupazione lavorativa nel nostro Paese, iniziando l’analisi dalla costituzione del 1948 che individua il lavoro, proprio nel suo primo articolo, come uno dei pilastri della nuova Italia, dandogli il ruolo di “veicolo di inclusione sociale e di partecipazione attiva all’attuazione del disegno repubblicano”. Si prosegue sul diritto del lavoro e il suo stato dell’arte a partire dagli anni ’70 fino ad arrivare allo sgretolamento del contratto a tempo indeterminato, in favore di altre formule (tempo determinato, a chiamata, co.co.pro) e di una sempre più acclamata “flessibilità”.
Insomma, un modo per riflettere su quali sono stati i passaggi storici e culturali che hanno portato alla trasformazione del mondo del lavoro, all’aumento della disoccupazione e alla frantumazione dei diritti dei lavoratori, considerando anche quello che è stato il ruolo della magistratura e dei giudici del lavoro in questo processo.
Dettagli Libro
Autore
Carla Ponterio, Rita Sanlorenzo
- EditoreEdizioni Gruppo Abele
- Collanai ricci
- Edizione1ª edizione
- Anno2014
- Pagine126
- ISBN978-88-6579-091-5
- LinguaItaliano
- Copie1



