LA SCUOLA CHE VORREI

La scuola è davvero per tutti? Negli ultimi anni questa istituzione sembra essersi trasformata da opportunità a oggetto estremamente manipolabile nelle mani di maggioranze politiche, burocrazie e interessi privati. Tale idea viene elaborata da Adolfo Scotto, insegnante di storia della pedagogia all’Università degli studi di Bergamo, in “La scuola che vorrei”, attraverso un’analisi della situazione scolastica non solo in Italia, ma anche in contesti molto diversi come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti.

La scuola di tutti è un concetto sviluppatosi nel corso del secondo dopoguerra, che voleva dare spazio ed opportunità a coloro che fino a quel momento non ne avevano avuti. Ma ciò non è avvenuto, o quanto meno non completamente, rivelando come sia difficile abbattere determinate barriere sociali: “la scuola democratica sorge sul terreno dell’uguaglianza.

Non si tratta solo di dare a tutti le stesse opportunità, ma di neutralizzare effettivamente i meccanismi sociali dell’esclusione. È inevitabile, allora, che essa sia investita in pieno dalla crisi attuale della società.

(…) Qui più che altrove, infatti, è possibile registrare gli esiti della destabilizzazione dei fattori storici e culturali che danno senso al modello di una vita comune.” La scuola deve quindi ripensare se stessa ed il proprio ruolo, liberandosi di funzioni e pesi che non le competono per concentrarsi sui bisogni reali: attuare una cernita consapevole per preservare e tramandare alle generazioni future ciò che è degno di interesse; compiere quello che l’autore definisce essere un “progetto di sviluppo della nazione”.

Dettagli Libro

  • Autore

    Adolfo Scotto di Luzio

  • EditoreBruno Mondadori
  • CollanaLuoghi non comuni
  • Edizione1ª edizione
  • Anno2013
  • Pagine144
  • ISBN97888861596481
  • LinguaItaliano
  • Copie1
LA SCUOLA CHE VORREI