La corrispondenza tra Sigmund Freud e il pastore protestante e pedagogo Oskar Pfister (1873-1956) inizia dopo l’incontro avvenuto nell’Aprile 1908 e si protrae per trent’anni, terminando solo un anno prima della morte di Freud. Per il pastore zurighese la psicoanalisi rappresenta una possibilità di nuova comprensione e “cura delle anime”; per tutta la vita tenta di conciliare, nella propria persona e in un’ampia produzione letteraria, le esigenze della psicoanalisi con quelle della sua religione e del suo ministero.
Partendo da posizioni antitetiche, l’analista e il “curatore d’anime”, l’ateo e il credente trovano un terreno comune di dialogo nella ricerca di una varietà senza compromessi: il dibattito è vivacissimo e non evita, all’occasione dissensi severi e toni aspri. Leggiamo nelle pagine di Freud la sua costante preoccupazione, pur nel pieno rispetto del suo interlocutore, di porre in risalto, sotto l’accordo apparente, le differenze sia d’interpretazione che di applicazione delle teorie psicoanalitiche.
“La psicoanalisi in sé non è né religiosa né irreligiosa”, dice Freud, ma se dovesse professare una morale o una religione, fosse anche la propria, entrerebbe a sua volta nel campo dell’illusione.
Dettagli Libro
Autore
Sigmund Freud
- EditoreBoringhieri
- CollanaEpistolari di Sigmund Freud
- Edizione1ª edizione
- Anno1970
- Pagine151
- Linguaitaliano
- PrefazioneAnna Freud
- IntroduzioneHeinrich Meng
- Copie1

PSICOANALISI E FEDE: CARTEGGIO COL PASTORE PFISTER (1909-1939)
Copertina mancante.


