Nel primo libro intervista ad Andrea Camilleri non aspettatevi di leggere del Camilleri scrittore e del suo celeberrimo commissario. In esso De Filippo raccoglie e svela un altro Camilleri, quello Maestro, un uomo che a 85 anni ha ancora tanto da dire e da insegnare.
Anche con una certa vena polemica, se afferma che “la verità è che c’è la volontà di tenere basso il livello della cultura degli italiani, perché la cultura è pericolosa”. E allora è un Camilleri saggio, più che per vetustà per profondità e saggezza, appunto, depositario di una sterminata cultura nazionale ed internazionale che, per la prima volta, in queste pagine parla a cuore aperto di tutto.
Ma proprio di tutto. Quattro sono le parti in cui si articola questa raccolta di conversazioni, perché quattro sono le conversazioni che hanno animato il confronto tra Camilleri e De Filippo, come in un volo pindarico che spazia con domande sempre diverse e magari poco pertinenti ad indagare e domandarsi –cercando di rispondere più che rispondendo, ma sempre analizzando- argomenti e temi di dibattito in cui l’uomo della strada difficilmente non si sia mai addentrato.
Ma con semplice arguzia e disarmante profondità Camilleri trasforma quello che potrebbe diventare il solito “discorso da caffé” in una riflessione pacata che stimola la riflessione del lettore, come se questo Maestro ci abbia impartito una lezione elementare, ma dal significato greve. E allora leggiamo di fisica come di epistemologia, di economia come di politica, di storia come di globalizzazione magari perdendoci nel passaggio improvviso da un tema all’altro, ma senza perderci una parola del Saggio, le cui parole ci fanno incollare gli occhi alla pagina, mentre ci fanno immedesimare in una confidenziale conversazione con un amico che ci dice la sua, come se questa sia pure la nostra.
E questo vuol dire essere Maestro. Essere Maestro tuttavia vuol anche significare essere la Memoria storica del Paese, diventandone Padre morale.
E di un padre è compito non solo l’insegnare, ma anche il criticare per correggere.” Che i fratelli Wright abbiano cominciato a volare a dieci metri di altezza con un aeroplano ci consente di essere in sei ore negli Stati Uniti.
In sé è una cosa strepitosa. Poi l’aereo piglia e butta le bombe, magari atomiche, ma non è responsabilità della scoperta del volo, è colpa della sua applicazione” è una di quelle riflessioni che il Padre, oramai Saggio, non può esimersi dall’esprimere nel raccontare una storia.
Dettagli Libro
Autore
Andrea Camilleri, Andrea Camilleri, Francesco De Filippo
- EditoreInfinito edizioni
- CollanaGrandAngolo
- Edizione1ª edizione
- Anno2011
- Pagine123
- ISBN9788889602959
- LinguaItaliano
- Copie1





