SCELTA DI CAMPO

Il calcio come metafora della cooperazione

Il calcio come metafora. Ci provano in molti, vista la popolarità di uno sport considerato il più bello del mondo.

Ma in pochi riescono a strutturare un percorso analitico, tanto da poter scrivere addirittura un libro. Marco Reggio, giornalista, responsabile dell’Ufficio comunicazione e relazioni esterne di Federcasse, la Federazione italiana delle Banche di credito cooperativo e casse rurali, ci è riuscito con il suo “Scelta di campo”.

Il volume spiega la cooperazione attraverso il calcio e può contare sulla prefazione di Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus campione d’Italia. Un Allegri che scrive: “La vittoria nello sport è sempre frutto di cooperazione, così come tra le cause di una sconfitta c’è sempre qualche ingranaggio che non ha funzionato sul piano dei rapporti all’interno del team”.

Nel prologo, Marco Reggio spiega: “Perché non parlare di cooperazione, della sua essenza partecipativa attraverso il calcio? Dopo tutto il calcio è condivisione, rispetto delle regole, aiuto reciproco. Sì, certo, si ammirano le individualità, ma senza gioco di squadra anche Leo Messi e Cristiano Ronaldo farebbero ben poco”.

Partendo da Pasolini e dai suoi racconti sugli interminabili pomeriggi passati a giocare a pallone, Reggio evidenzia come questa fosse, dopo tutto, “una prima, rudimentale esperienza cooperativa ante litteram”. Dalla letteratura alla musica, da “La leva calcistica del ‘68”, celebre canzone di Francesco De Gregori, di cui l’autore del libro invita a ricordare l’importanza che il cantautore dà al coraggio, all’altruismo e alla fantasia, a Ligabue e la sua “Vita da mediano”, tutta improntata all’esigenza di “pensare meno a se stessi per vincere tutti”.

Eppoi la filosofia, con la citazione di Bernhard Welte e del suo saggio “La partita come simbolo della vita. Riflessioni filosofico-teologiche sul gioco del calcio”.

Ma tornando al campo, è con la grande Olanda degli anni ’70 che calcio e spirito cooperativo sono stati un tutt’uno. Artefice della “cooperazione in salsa Orange” fu Rinus Michels, allenatore di quella nazionale che stravolse il gioco e stupì il mondo.

Colui che inventò il cosiddetto calcio totale. “Michels è l’allenatore – afferma Reggio – che ha incarnato nel modulo tattico l’idea stessa di cooperazione, sublimandola ”.

Insomma, un cooperante “ante litteram”, che “aveva capito il valore del collettivo” e dimostrato come, davvero, “si vince in undici, si perde in undici”. Ruolo simile a quello di Michels ha avuto, in Italia, Arrigo Sacchi.

La cui azione, secondo Reggio, ha portato alla “sublimazione della mutualità”. C’è poi un “focus” sulla “cooperativa del gol”, una rassegna di tecnici che hanno avuto il merito di disegnare moduli in grado di esaltare le caratteristiche della squadra, “senza necessariamente affidarsi all’uomo della provvidenza”.

Conclude Reggio: “Ci fermiamo qui con le metafore, che toccano da vicino la storia recente del nostro Paese e che ci aiutano a comprendere come un’economia sana, partecipata, che vede il profitto come un mezzo e non come un fine, che sperimenta la solidarietà e i suoi vantaggi, sia una partita che merita di essere giocata”.

Dettagli Libro

  • Autore

    Marco Reggio

  • SottotitoloIl calcio come metafora della cooperazione
  • EditoreEcra – Edizioni del Credito Cooperativo
  • CollanaScoop
  • Edizione1ª edizione
  • Anno2015
  • Pagine88
  • ISBN978-88-6558-126-1
  • LinguaItaliano
  • PrefazioneMassimiliano Allegri
  • Copie1
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