Raccontano che il cardinal Veuillot, arcivescovo di Parigi, colto da dolori acuti a causa di un cancro in fase terminale, abbia detto: “Noi sappiamo dire delle belle frasi sulla sofferenza. Io stesso ne ho parlato con calore.
Dite ai preti di non dirne niente; noi ignoriamo ciò che essa è, ed io ne ho pianto”. Chi ha vissuto dolori intensi, e prolungati, si trova pienamente d’accordo col cardinale.
Il dolore toglie la parola. È possibile entrare nell’esperienza dell’altro, nel suo dolore, ma per farlo bisogna “levarsi i sandali”, perché entriamo nella terra del mistero, entriamo dentro un mondo che si apre al nostro sguardo, ma che continuamente sfugge alla comprensione, ci può sorprendere e meravigliare: mentre si rivela e si lascia incontrare, si vela di nuovo (si ri-vela) e si nasconde.
Nel dolore, la presenza di coloro che ci amano, ci stanno accanto, ci assistono e ci curano può essere il segno di un’appartenenza che credevamo smarrita, di una relazione che ricompone i frammenti del nostro corpo e della nostra vita, di un sostegno alla nostra speranza. Questo libro vuol parlare del dolore, ma vuole parlare soprattutto della speranza: quella grande che soddisfa le inquietudini del nostro cuore, ma anche le piccole speranze che ci permettono di continuare a camminare; la speranza, filo verde che ci lega alla vita e alle persone, e dirige il nostro sentimento.
Dettagli Libro
Autore
Luciano Sandrin
- EditoreEDB – Edizioni Dehoniane Bologna
- CollanaItinerari
- Edizione1ª edizione
- Anno2009
- Pagine152
- ISBN9788810510759
- LinguaItaliano
- Copie1

VIVERE IL DOLORE E LA SPERANZA
Copertina mancante.
