Il libro di Paul Goodman, uscito per la prima in America negli anni ’50, si è confermato come una diagnosi, illuminante e precoce, della “rivolta dei giovani” lungo l’intero arco degli anni ’60. Secondo Paul Goodman, non è tanto di una gioventù assurda che si deve parlare, quanto di una gioventù che cresce nell’assurdo.
Nel labirinto, a cui viene paragonata la società americana, individui equilibrati e integrati corrono senza senso come topi per vie sempre uguali: altri, come il beatnik, o il giovane delinquente, propongono tragicamente gli unici modi per restarne fuori. Questo libro sulla gioventù “disadattata” ha il coraggio di rovesciare i termini abituali del problema.
Quando ci si riferisce agli esclusi e ai giovani delinquenti non serve parlare di asocialità se prima non si è riconosciuto che la socialità richiesta e raccomandata, oltre a non essere affatto attraente, non offre altre scelte. La rivolta dei giovani è il risultato distorto di una giusta insoddisfazione per la società: poiché quest’ultima chiede l’integrazione totale, il rifiuto dell’integrazione diviene subito atto antisociale.
“A mano a mano che la società si fa più compatta e assoluta, un atto criminale può ben essere un muto gesto politico, e una protesta politica è inevitabilmente considerata criminale”.
Dettagli Libro
Autore
Paul Goodman
- SottotitoloProblemi dei giovani nel sistema organizzato
- EditoreEinaudi
- CollanaPiccola biblioteca Einaudi/161
- Edizione1ª
- Anno1964
- Pagine229
- Linguaitaliano
- Copie1

LA GIOVENTÙ ASSURDA
Copertina mancante.


