Gli “svantaggiati” di cui si parla in questa raccolta di scritti di autorevoli studiosi americani di psicologia e pedagogia, sono quei bambini che, nati e cresciuti in condizioni economico-sociali di inferiorità, giungono alla scuola con una grande carenza di prime esperienze che si rivela principalmente nello sviluppo del linguaggio e della conoscenza. La realtà della vita scolastica, espressione di valori e interessi delle classi dominanti, si rivela immediatamente ostile e incomprensibile per i bambini provenienti da ambienti afflitti da povertà, disoccupazione, abitazioni inadeguate, instabilità familiare, pregiudizi etnici e razziali.
Passando dall’esame e dalla denuncia di un generico svantaggio culturale alla ricerca di specifici fattori, tra i quali l’apprendimento del linguaggio e l’intero stile cognitivo della famiglia di provenienza, gli autori riscontrano che le inadeguatezze subite in questi settori nei primi anni di vita e all’inizio del curricolo scolastico vengono poi accentuate dal rifiuto del clima scolastico da parte degli allievi da un lato, e dalle basse aspettative e dalla scarsa flessibilità didattica degli insegnanti dall’altro. Lo scolaro svantaggiato (o culturalmente deprivato) si trova quindi in una spirale che tende a peggiorarlo col trascorrere degli anni.
Questa analisi, ampiamente surrogata dagli elementi forniti dai diversi autori, ha permesso di ipotizzare esperienze educative compensatorie, che consistono soprattutto in un’educazione linguistica precoce.
Dettagli Libro
Autore
A. Harry Passow, Miriam Goldberg, Abraham J. Tannenbaum (a cura di)
- EditoreFranco Angeli
- CollanaCondizionamenti educativi
- Edizione2ª edizione
- Anno1972
- Pagine228
- Linguaitaliano
- Copie1

L'EDUCAZIONE DEGLI SVANTAGGIATI
Copertina mancante.

