Il testo si propone di comprendere le forme di organizzazione spontanea dei quartieri, gli argomenti delle rivendicazioni, l’incidenza di queste sulla organizzazione della città, che diventano importanti ora che, con la legge per l’istituzione dei consigli di circoscrizione, l’azione politica dei quartieri dovrà subire profonde modificazioni. In particolare si discute su come la popolazione possa prendere parte alle decisioni che riguardano l’uso della città, i servizi sociali ed i controllo dell’attività edilizia.
In questo senso l’esperienza del movimento dei comitati di quartiere spontanei ha, forse, in Torino il suo caso limite, e certo uno dei più interessanti. Torino è, tra le città italiane, una di quelle che hanno avuto la maggior crescita quantitativa nel dopoguerra ed il più grave peggioramento nelle condizioni abitative e dei servizi urbani.
Tra le grandi città è anche stata una delle prime a veder nascere forme spontanee di partecipazione e di lotta e delle ultime a vedere l’avvio concreto del decentramento democratico. L’Intrecciarsi di questi fattori ha prolungato, più che altrove, l’evoluzione autonoma del movimento dei quartieri.
In queste condizioni “ambientali” si sono sviluppate, tra il 1969 ed oggi, alcune iniziative di pianificazione e alcuni tentativi di trasformazione del territorio urbano e metropolitano, che hanno trovato una reazione unitaria da parte dei comitati di quartiere ed una capacità di collegamento con altre forze popolari. Queste vicende sono raccontate, e, nei limiti in cui ciò è stato possibile, giudicate dall’interno, con l’atteggiamento di chi ha vissuto l’esperienza dei comitati.
Dettagli Libro
Autore
Pio Luigi Brusasco, Sergio Dellavecchia
- EditoreSEI – Società Editrice Internazionale
- CollanaDossiers sei
- Edizione1ª edizione
- Anno1977
- Pagine144
- ISBN2560037177963
- Linguaitaliano
- Copie1

CHI DECIDE PER LA CITTÀ?
Copertina mancante.
