SAGGIO SUI MOVIMENTI DEL 1968 IN EUROPA E IN AMERICA
“Siamo persone di questa generazione cresciute tutte, per quanto modestamente, nel benessere, alloggiate nelle università, e guardiamo con preoccupazione al mondo di cui siamo eredi…” Così si apriva il manifesto di Port Huron nel 1962. Negli anni successivi, inquietudini e speranze espresse in quel documento avrebbero prodotto un intenso sviluppo della sensibilità e della partecipazione politica delle giovani generazioni, culminato nell’esplosione del 1968.
I tratti comuni della protesta studentesca, a livello mondiale, derivano da un processo di maturazione complesso e diversificato.
Peppino Ortoleva ne ricostruisce i percorsi scandagliando una ricchissima documentazione di cui offre un’ampia antologia. Ne discendono ipotesi di interpretazione, che ci portano a riflettere sulla natura planetaria ma anche sulle varietà nazionali e locali del movimento, sul suo rapporto con i media e con le istituzioni, sui miti, sugli esiti politici e comportamentali, su una cultura che utilizzava gli apporti più diversi (dai classici del marxismo alla psicoanalisi alla musica pop).
Il ‘68 diventa così una lente per mettere a fuoco diversi processi di trasformazione sociale e culturale del nostro tempo, che in quell’anno acquistarono forte evidenza intrecciandosi in una crisi vastissima, dalle caratteristiche nuove, dai risultati anche a lungo termine.


