“L’Italia che verrà” è nato come un instant-book, prima delle elezioni politiche del 5 Aprile 1992. Si voleva un libro “usa e getta”, breve e chiaro, che spiegasse agli italiani la straordinaria posta in gioco della imminente consultazione popolare.
Dopo una rapida analisi dell’Italia di oggi, che in una operazione quasi di psicologia del profondo diventa l’“Italia che fu”, Sorge punta all’ “Italia che verrà”. Per arrivare a questo “futuro” egli passa sul “presente” con una specie di introspezione illuminata dalla fede cristiana; una specie di lettura sapienziale, che sfocia in un giudizio senza veli su uomini e politiche. Sul piano delle scelte concrete, per raggiungere l’ “Italia che verrà”, Sorge elogia e spiega l’idea, ormai in circolazione, di una “sana trasversalità”: di uomini, cioè, ognuno dentro la propria formazione politica, ma convergenti in un comune programma di riforme coraggiose; senza mandare a picco i partiti, su cui la democrazia rappresentativa si fonda.
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I CATTOLICI E L'ITALIA CHE VERRÀ
Copertina mancante.


