Il 25 settembre 1988, in un agguato della criminalità organizzata, venne massacrato, unitamente al figlio Stefano, il giudice Antonino Saetta, Presidente di Corte d’Appello a Palermo. Ma, per un inestricabile caso del destino, il loro sacrificio, contrariamente a quanto si è verificato per l’altro concittadino, il giudice Rosario Livatino freddato dalla stessa mano due anni dopo e sulla stessa via, è caduto nell’amnesia collettiva.
Ad assurgere a metafora di tale paradossale situazione sono le due stele erette a ricordo, a pochi chilometri l’una dall’altra; defilata, disadorna e pressoché ignorata quella dei Saetta, ben visibile, curata e meta di visitatori l’altra dedicata al “giudice ragazzino”. Nasce da questa constatazione l’intento dell’Autore di rendere onore al Giudice Saetta, la cui soppressione sarebbe stata decretata dopo la condanna di pericolosi uomini della “cupola”, mentre fra paure, polemiche e smarrimenti molti processi subivano annullamenti, rinvii, “aggiustamenti”.
Questo libro ripercorre la vita di questo servitore dello Stato, lontano dai clamori e dedito solo al compimento del proprio dovere che, nel ribadire il rispetto della legalità, ha dato alla normalità l’aureola del martirio. A vent’anni dalla barbara esecuzione, con le foto e una narrazione storiografica intrisa di pathos, l’Autore la ripropone intatta alla memoria.
Per non dimenticare.
Dettagli Libro
Autore
Carmelo Sciascia Cannizzaro
- SottotitoloIl primo magistrato giudicante assassinato dalla mafia
- EditorePaoline Editoriale Libri
- Collanauomini e donne
- Edizione1ª edizione
- Anno2008
- Pagine136
- ISBN9788831534291
- LinguaItaliano
- PrefazioneGiuliano Vassalli
- Copie1

ANTONINO SAETTA
Copertina mancante.




