L’esperienza di un medico a contatto con la malattia mentale, nel fervente periodo che ha portato all’approvazione della legge Basaglia. “Matrimonio manicomio” è la testimonianza personale di Ferruccio Cabibbe, che ha lavorato come psichiatra nelle istituzioni ospedaliere dal 1965 al 1986.
Storie che richiamano alla mente i “nomi”, i “luoghi”, le “prime impressioni”, la “paura”, i “cambiamenti” che hanno riguardato proprio in quegli anni le condizioni di vita dei ricoverati, le tipologie delle strutture, le varie forme di terapie ma soprattutto la mentalità, il modo di considerare la malattia mentale. I ricordi dell’autore sono popolati da figure diverse ma ad emergere sono soprattutto quelle dei pazienti, con il loro carico di “follia” ed umanità.
C’è Giulietta, con quel “corpo rannicchiato” sotto le coperte, da dove usciva appena una mano con una grande fasciatura al polso. Ci sono “gli occhi scuri a volte vuoti, a volte penetranti, altre volte disperati” di Lucia, quelli azzurri di Liliana “che guardavano un po’ chi le stava vicino e un po’ le presenze visibili solo a lei”.
Ci sono i colleghi di lavoro, i “vecchi psichiatri” e i “giovani psichiatri progressisti”. Storie personali, non prive di quella riflessione teorica che ha accompagnato il passaggio dal manicomio al servizio psichiatrico territoriale.
Storie di “imperatori e madonne, diavoli e santi, scienziati e Gesù cristi”, come li descrive Cabibbe, che si aggiravano nei corridoi, nell’espressione più evidente della loro fragilità.
Dettagli Libro
Autore
Ferruccio Cabibbe
- EditoreMoretti & Vitali
- Collanail tridente
- Edizione1ª edizione
- Anno2013
- Pagine229
- ISBN978-88-7186-550-8
- LinguaItaliano
- Copie1





