LO STEREOTIPO DEL CRIMINALE
Componenti ideologiche e di classe nella definizione del crimine
Nel libro sono poste in discussione alcune delle premesse fondamentali del sistema sociale. Lo stereotipo del criminale, analizzato nei suoi aspetti mistificati, cioè come un artefatto sociale e legale, si rivela funzionale alla conservazione dell’ordine costituito.
Mediante una serie di esempi e di analisi tratti dalla cronaca quotidiana, dalle statistiche criminologiche, dai procedimenti giudiziari, l’autore dimostra che il delinquente è in realtà soprattutto una persona selezionata per ricoprire un ruolo di capro espiatorio. L’immagine che non solo la legge, ma noi stessi nella nostra vita quotidiana ci siamo fatti del criminale, corrisponde non solo a una visione di comodo del problema, ma al fatto reale che gli individui da punire vengono scelti, e condizionati al loro ruolo, essenzialmente fra i proletari privi di educazione e di risorse.
Gli stessi comportamenti antisociali, o comportamenti analoghi, se hanno come protagonisti degli appartenenti alla classe media o superiore, sono viceversa immuni da penalità. Come osservano Vittorio Capecchi e Giovanni Jervis, nella loro presentazione all’edizione italiana dell’opera di Chapman, questo libro può essere considerato lo sviluppo di quella critica istituzionale che ha avuto in Asylums di Goffman il suo testo più rappresentativo.
Dettagli Libro
Autore
Dennis Chapman
- SottotitoloComponenti ideologiche e di classe nella definizione del crimine
- EditoreEinaudi
- CollanaEinaudi Paperbacks/27
- Edizione1ª edizione
- Anno1971
- Pagine278
- Linguaitaliano
- IntroduzioneVittorio Capecchi e Giovanni Jervis
- Copie1

LO STEREOTIPO DEL CRIMINALE
Copertina mancante.

