SEMBRANO PROPRIO COME NOI

    Frammenti di vita prigioniera

    “Il carcere è parte integrante delle nostre città, ma le città preferiscono non saperlo”. E’ questa la prima considerazione che accompagna la narrazione di storie relative la vita dei detenuti che vivono, o meglio sopravvivono nel carcere di Rebibbia.

    Questo volume aiuta ad aprire gli occhi, a varcare la soglia del carcere, per incontrare le storie di coloro che vivono dietro quelle sbarre e scoprire, innanzitutto, il loro bisogno primario e irresistibile di comunicare con l’esterno. “In un luogo in cui tutto è negato e di tutto c’è bisogno, ciò che innanzitutto i detenuti chiedono è di poter comunicare.

    Per questo, ricorrono spesso ai tagli sul proprio corpo, perché il corpo che sanguina è la voce del detenuto di fronte alle autorità”, ha detto ancora Manconi, ricordando uno dei capitoli del libro, in cui l’autrice riporta le parole di un detenuto che, mostrandole le cicatrici sul proprio corpo, le confidò: “Ogni taglio è una risposta”. Nel dar voce alle storie e alle sofferenze dei detenuti, l’autrice esibisce una pacata indignazione, inevitabile di fronte alle mille “assurdità” che ha incontrato, in questi anni, dietro quelle mura: vietato il reggiseno col ferretto, vietato indossare il cappotto, vietato camminare sul marciapiede e tante altre prescrizioni inspiegabili e insensate, che non possono che destare sconcerto e sdegno in chi cerchi un senso e una razionalità in quei regolamenti.

    Dettagli Libro

    • Autore

      Daniela de Robert

    • SottotitoloFrammenti di vita prigioniera
    • EditoreBollati Boringhieri
    • CollanaVarianti
    • Edizione
    • Anno2006
    • Pagine128
    • ISBN8833916383
    • Linguaitaliano
    • Copie1

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    Copertina mancante.