LADRI DI SPORT

Dalla competizione alla resistenza

“Dalle Olimpiadi messicane del 1968, passate alla storia per il pugno chiuso di Smith e Carlos, ogni grande evento sportivo si è scontrato con episodi di contestazione. In un momento in cui lo sport, e in particolare il calcio, è sempre più un affare miliardario, in diverse parti del mondo sono emerse forme di resistenza sportiva organizzate da persone che non possono o non vogliono far parte dello spettacolo.

Non è solo una questione di soldi, ma soprattutto di valori”. Parte da questa considerazione “Ladri di sport.

Dalla competizione alla resistenza”, il libro di Ivan Grozny e Mauro Valeri che raccoglie storie e testimonianze di realtà su cui ancora molto poco è stato scritto, che vanno dalle mobilitazioni anti-Fifa in Brasile alle polisportive antirazziste e autogestite in Italia, dalle lotte contro la discriminazione allo sport praticato dai richiedenti asilo. “La palla è al centro, semplice, rotonda, perfetta – afferma Christiano ‘Xho’ Presutti nella prefazione -.

Ivan e Mauro vi racconteranno cosa accade intorno. Vi diranno di padroni, burocrati, dittatori, polisportive, matti, attivisti contro il razzismo, migranti, campi rom e barboni.

Vi mostreranno quadri popolati da personaggi potenti e famelici che sembrano sottrarre energie alla passione sportiva popolare, e poi anche da persone determinate, sgangherati o sognatori, che dal basso rifanno proprie quelle stesse energie per ripartire, attaccare e divertirsi ancora”. Si parte da “Brasile e mondiali”, dal golpe di ieri alle colpe di oggi.

Si rimane in Brasile, a Rio de Janeiro, con le grandi opere dello sport contro le comunità locali. E si cerca di capire perché i brasiliani amano il calcio, ma non la Fifa.

Situazioni che hanno portato a “proteste mondiali” prima e dopo la Confederation Cup. Dal Brasile ecco poi in un passo alle vicende anche di casa nostra, con uno sguardo alle scuole calcio, alle campagne nate in Italia contro le discriminazioni, all’omofobia nello sport, all’esperienza di “Matti per il calcio”, con le esperienze italiane di valorizzare il potere terapeutico del calcio nei confronti delle persone con disagio mentale.

Tante storie, tante situazioni, per un libro intrigante e bello da leggere. Che rispetto ai libri di denuncia dei mali del calcio e dello sport in generale, racconta le esperienze di resistenza ed alternativa allo sport-business.

In “Ladri di sport” c’è il bello e il brutto, c’è il marcio dei vertici e le esperienze dal basso, che “attaccano per ripartire”, su un campo come nella vita. Ci sono i regolamenti discriminatori delle federazioni sportive per l’accesso dei migranti alla pratica sportiva e il racconto della campagna “Gioco Anch’io” che porta all’abrogazione degli articoli discriminatori.

C’è il razzismo e l’assenza di leggi che regolano il diritto d’asilo e poi le storie della “Liberi Nantes”, “AfroNapoli United”, “Survivors”, “CaraMineo” e “Koa Bosco” di Rosarno, ossia squadre composte da rifugiati o richiedenti asilo. Fino a scoprire che Tommaso Vailatti, con alcune presenze in serie A, è un giocatore sinto e che sono numerose le esperienze di squadre composte da rom.

Due capitoli anche su rom (“Dai campi nomadi a quelli d’erba”) e senza dimora, con la nascita dell’associazione Multietnica (a cura di due senza dimora polacchi giunti in Italia nel 1993) e la storica partita contro l’amministrazione milanese di una squadra del campo di via Barzaghi, per evitare lo sgombero del campo. Lo sgombero arriverà in realtà un anno dopo, ma l’associazione era lanciata.

Fino al riconoscimento con i campionati del mondo per senza dimora del 2003.

E alla vittoria in Austria dell’anno dopo!

Dettagli Libro

  • Autore

    Ivan Grozny, Mauro Valeri

  • SottotitoloDalla competizione alla resistenza
  • EditoreAgenzia X
  • CollanaGlobal Books
  • Edizione1ª edizione
  • Anno2014
  • Pagine160
  • ISBN978-88-95029-96-2
  • LinguaItaliano
  • Copie1
LADRI DI SPORT